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I compressori Airmec sono rivolti ai professionisti che svolgono lavori intensi in officine, laboratori artigianali e contesti produttivi. Possono alimentare pistole di soffiaggio, avvitatori, levigatrici, aerografi e altre attrezzature pneumatiche impiegate con frequenza. Il marchio Airmec appartiene a Speroni S.p.A., azienda fondata nel 1947 da Giuseppe Speroni e cresciuta attraverso investimenti nella ricerca, nelle tecnologie produttive e nelle risorse umane.
Nel corso della propria storia, Speroni ha ampliato la presenza internazionale fino a operare in numerosi Paesi. L’azienda dispone di uno stabilimento di circa 45.000 m² e di una struttura composta da oltre 150 collaboratori. Questa organizzazione sostiene lo sviluppo di una gamma destinata sia agli operatori professionali sia alle attività produttive con richieste d’aria elevate.
I prodotti Airmec sono Made in Italy e vengono sviluppati con attenzione alla qualità costruttiva, alle prestazioni e all’affidabilità nel tempo. Il percorso produttivo comprende il controllo dei materiali, le verifiche dimensionali ed elettriche e il collaudo dei prototipi. Nella sala test, le nuove soluzioni vengono sottoposte anche a prove di resistenza che riproducono molte ore di funzionamento in condizioni impegnative.
Un elemento distintivo dei compressori Airmec è rappresentato dalle testate Chinook, prodotte in Italia e considerate tra i componenti di riferimento della categoria. La testata è abbinata alla trasmissione a cinghia e a un motore a induzione. Questa configurazione riduce il numero di giri della testata, limita le sollecitazioni meccaniche e contribuisce alla longevità della macchina.
Su AgriEuro è possibile selezionare i compressori Airmec in base alle principali caratteristiche tecniche, così da individuare la macchina più adatta al consumo d’aria degli utensili e alla durata delle lavorazioni. La scelta deve considerare insieme serbatoio, portata, potenza, pressione e configurazione della pompa.
I modelli con serbatoio da 200 litri rispondono alle attività di livello professionale, come soffiaggio, avvitatura, levigatura e verniciatura in officina. Le configurazioni da 270 litri e con maggiore portata sono indicate per un livello professionale intensivo, con utensili dal consumo d’aria elevato e cicli più lunghi.
La manutenzione comprende la pulizia del filtro di aspirazione, lo scarico della condensa, il controllo dell’olio e l’ispezione della cinghia. È inoltre opportuno verificare raccordi, valvole e tubazioni per individuare eventuali perdite. Intervalli e modalità di intervento devono rispettare il manuale del singolo modello.
Il funzionamento di un compressore aria elettrico Airmec parte dall’aspirazione dell’aria esterna attraverso un apposito filtro. Il motore a induzione trasferisce il movimento alla testata Chinook tramite la cinghia, azionando il meccanismo che comprime l’aria.
La trasmissione a cinghia permette di ridurre il regime di rotazione della testata rispetto a quello del motore. Questa soluzione limita l’usura dei componenti, contiene le vibrazioni e favorisce lo smaltimento del calore prodotto durante il ciclo di compressione.
L’aria compressa attraversa il collettore di raffreddamento e raggiunge il serbatoio, dove rimane disponibile fino alla richiesta dell’utensile collegato. Il pressostato arresta il motore quando viene raggiunta la pressione prevista e lo riavvia quando il valore scende sotto la soglia impostata. Il riduttore consente infine di adeguare la pressione in uscita alle specifiche dell’attrezzatura pneumatica.
I compressori Airmec Made in Italy riuniscono componenti progettati per lavorazioni professionali intense e frequenti. La configurazione tecnica punta a coniugare prestazioni, affidabilità e durata operativa.
Acquistare un compressore aria elettrico Airmec su AgriEuro permette di accedere a servizi dedicati anche dopo la consegna. L’assistenza accompagna il prodotto durante la sua vita operativa e facilita l’individuazione dei componenti corretti.
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L’elettrocompressore funziona tramite un motore alimentato dalla rete elettrica e non produce gas di scarico nel punto di lavoro. Il motocompressore impiega invece un motore a combustione e può operare anche dove non è disponibile una presa elettrica. La scelta dipende dal luogo di impiego, dalla mobilità richiesta e dal consumo d’aria delle attrezzature.
Per piccoli interventi occasionali può essere sufficiente un serbatoio da 25-50 litri, purché la portata sia compatibile con la pistola. Per verniciature professionali o continuative sono preferibili serbatoi da 100 litri o superiori. La capienza non deve essere valutata da sola: occorre confrontare anche aria resa, pressione richiesta e consumo della pistola.
La quantità di olio dipende dalla testata installata e deve essere verificata nel manuale del modello. Se è presente una spia trasparente, il livello corretto si trova normalmente in corrispondenza del riferimento centrale. Con un’astina, il livello deve restare tra le indicazioni di minimo e massimo, a macchina spenta e posizionata in piano.
Per molte attività di officina sono sufficienti 8-10 bar di pressione massima. Il valore corretto dipende però dall’utensile collegato e deve essere accompagnato da una portata d’aria adeguata. I compressori Airmec della categoria possono raggiungere 10 bar, con pressione in uscita regolabile.
Il pressostato viene normalmente calibrato in fabbrica e non deve essere modificato senza precise indicazioni del manuale. Una regolazione errata può alterare le soglie di avvio e arresto oppure superare la pressione ammessa dal serbatoio. Per intervenire sulle tarature interne è opportuno rivolgersi a un tecnico qualificato o all’assistenza.
La pressione destinata all’utensile si regola attraverso la manopola del riduttore di pressione, osservando il relativo manometro. La regolazione va eseguita con il serbatoio carico e, quando indicato dal manuale, con l’aria in erogazione. Il valore impostato non deve superare la pressione massima ammessa dall’attrezzatura collegata.
Prima dell’avvio occorre verificare alimentazione elettrica, livello dell’olio, chiusura della valvola di scarico condensa e integrità dei raccordi. Dopo il riempimento del serbatoio, la pressione in uscita va impostata tramite il riduttore secondo i dati dell’utensile. Il tubo e gli innesti devono avere una sezione compatibile con la portata richiesta, così da limitare le perdite di pressione.